Il progetto intende promuovere una riflessione sulla trasformazione dei luoghi del lavoro metalmeccanico avvenuta nel territorio bolognese nell’ultimo cinquantennio, attraverso la realizzazione di percorsi di public history che coniughino la memoria storica con l’innovazione tecnologica, la didattica della storia con la formazione sindacale, la cultura del lavoro con la valorizzazione del patrimonio industriale, l’analisi dei processi di dismissione/rifunzionalizzazione delle aree industriali con l’azione del sindacato.

Il progetto mira a dar conto del mutamento nel tempo di alcune delle principali aree industriali del bolognese, nonché delle trasformazioni avvenute nel rapporto tra territorio, fabbrica e azione politico-sindacale nelle aree considerate. Con la scelta di sviluppare un percorso di public history attraverso un sito web si intende favorire una più ampia circolazione dei risultati del progetto, che sarà aperto a contributi esterni, consentendo una possibile riproduzione in altre zone dell’area metropolitana bolognese e della regione Emilia-Romagna.

Elementi cardine del progetto sono le mappe e le fonti fotografiche, corredate da schede descrittive e didascalie forniranno un quadro visivo dei mutamenti avvenuti nella localizzazione dei principali complessi industriali, dei processi di dismissione e rifunzionalizzazione degli stabilimenti a fini abitativi, commerciali o culturali, dell’agency di lavoratori, lavoratrici e comunità locali in questi processi.

I percorsi tematici mirano ad indagare il mutare della relazione tra territorio, fabbrica e azione politico-sindacale, a partire da quattro assi tematici che scandiscono il periodo considerato: conflittualità operaia tra ambiente e società; dismissione e deindustrializzazione; rifunzionalizzazione e commercializzazione; crisi, resistenza, trasformazione.

I quattro assi tematici verranno indagati attraverso l’individuazione di una o più fabbriche metalmeccaniche bolognesi coinvolte nei processi di cui sopra, che saranno al centro di un percorso ad hoc di public history. L’utilizzo di una ampia varietà di fonti (archivistiche, iconografiche, orali e multimediali) consentirà di creare percorsi narrativi differenziati e interattivi, che si presteranno a vari livelli di fruizione.